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Monteroduni

Monteroduni è un comune italiano di 2 090 abitanti della provincia di Isernia nel Molise. Situato su un colle a circa 460 metri spicca per il suo Castello Pignatelli.

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Nome abitanti: Monterodunesi
Altitudine: 468m s.l.m.
Superfice: 37,22 km²

Monteroduni è un paese di origine antichissime, sicuramente coinvolto nelle guerre sannitiche a causa della sua posizione di passaggio. Reperti archeologici rinvenuti nelle vicinanze mostrano la presenza di un villaggio italico denominato Campo Sacco, oppure in latino Rotae, presso l’attuale contrada Paradiso. Fu saccheggiato dai vandali nel 456, durante la marcia contro Isernia. 
Nel VI secolo fu conquistata dai Longobardi, dove costruirono sopra un’altura la torre di controllo, che poi diventerà il castello nel IX secolo circa. Nel 1193 il paese fu distrutto durante le varie guerre dei signori locali contro i Normanni, e poi contro gli Svevi. La gente viveva in condizioni precarie per mancanza di condutture per l’acqua. In mancanza di rete idrica, fino al Settecento la popolazione visse grazie alle cisterne di acqua piovana.

Nel XIII secolo a Monteroduni si stabilirono i principi Pignatelli presso il castello, originari della Campania. La famiglia detenne il potere fino al 1806, senza interruzione, adottando il sistema feudale.
Dopo l’abolizione del feudalesimo, Monteroduni divenne municipio, anche se i primi lavori della nuova borghesia furono quelli di ricostruire il paese danneggiato dal forte terremoto del 1805. Nel 1934 fu costruito il primo vero acquedotto di città, e nel 1938 arrivò l’illuminazione elettrica, perché fino ad allora dal 1883 si usava la lampada ad olio. Nel 1950 fu ripristinata la ferrovia Caianello – Campobasso, che già esisteva dal 1894, attraversando Monteroduni, ma danneggiata nel corso della seconda guerra mondiale. Dal 1970 Monteroduni è compresa nella provincia di Isernia, staccandosi da Campobasso.

Monumento principale del paese, è questo castello, risalente forse all’VIII secolo, quando i Longobardi eressero un piccolo fortino, con la cappella di San Michele, loro patrono, oggi parrocchiale del paese. Documenti che citano il feudo risalgono ad Enrico VI, quando Bertoldo di Kunsberg alla testa di soldati tedeschi e fiorentini, assalì il castello nel 1193, posseduto da Tancredi. Nella Cronaca di Riccardo da San Germano, il castello è descritto come uno dei più fortificati della zona del Matese. Dall’esame dell’impianto murario si può ritenere che il nucleo più antico della rocca corrisponda al complesso di costruzioni che sovrastano la cosiddetta “porta falsa”, dove ancora si trovano segni di una torre quadrata, sicuramente di epoca anteriore alla dominazione angioina. La torre era collegata a delle case di legno, e alla cinta muraria del borgo, di cui sono visibili resti presso la cinta di recinzione del giardino interno.

isalirebbe all’VIII-IX secolo, tuttavia l’aspetto attuale è frutto di una ricostruzione totale dell’antica chiesa, completata nel 1882, dopo la distruzione del terremoto di Sant’Agata del 26 luglio 1805. Dall’archivio diocesano del 1703, si può leggere la storia della chiesa, posta sul Piano Sant’Angelo in corrispondenza col castello, di cui era la cappella: ha l’aspetto neogotico e neoclassico, si accede da una scaletta di 6 gradini, la cupola sviluppata in altezza di 7 metri, in larghezza 3, 75, la chiesa era alta 7,50 metri prima della distruzione, larga 10 e lunga 33 metri, divisa in tre navate delimitate da 6 pilastri, con 9 altari, tra cui il capo altare di Sant’Angelo, sotto la cupola c’era il battistero con la vascadivisa in due parti, una per l’acqua e l’altra per il sacrario.

Fonte: Wikipedia

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